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Sistemi Flying Probe - a sonde mobili

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Pilot 4D è la linea di sistemi di collaudo automatico a sonde mobili completa e versatile, nata per offrire la più vasta gamma di prestazioni oggi disponibili su un tester di tipo Flying probe per schede elettroniche.
I modelli spaziano da 4 a 8 sonde, per accedere ad uno solo o a entrambi i lati di una scheda contemporaneamente, per poter testare la scheda sia in verticale che in orizzontale all’interno del sistema.

Collaudo Flying probe : perché e quale sistema scegliere?

Nell’ultimo decennio gli ATE Flying Probe hanno subito numerose evoluzioni ed offrono oggi una gamma di prestazioni talmente ampia, da rendere talvolta problematica la scelta dell’architettura e della configurazione migliore da parte dell’utente.
Nati una trentina d’anni fa tra lo scetticismo generale e soprattutto dei cultori del test elettrico, i sistemi di collaudo a sonde mobili sono ormai da qualche anno universalmente riconosciuti come strumenti fondamentali e spesso indispensabili per il test di schede elettroniche di ogni genere. Tale spazio autorevole che gli ATE di tipo “flying probe” hanno conquistato sul mercato negli anni, è sicuramente dovuto alla domanda costante di flessibilità e riduzione costi dei fabbricanti di elettronica, sempre alla ricerca di strumenti all’avanguardia per certificare la qualità dei loro prodotti ed al contempo far fronte ai rapidi cambiamenti di quest’ultimi, imposti da un mercato frenetico costantemente assetato di novità.
La prerogativa iniziale che ha scatenato l’interesse verso i sistemi a sonde mobili è stata indubbiamente l’assenza di fixture dedicate alla singola tipologia di scheda e quindi la possibilità di allestire dei programmi di test per schede di tipo diverso, senza dover sostenere dei costi ricorrenti per la costruzione di letti ad aghi specifici destinati a morire con il prodotto da collaudare. Ancora oggi questo è uno dei vantaggi più consistenti, che rendono un sistema a sonde mobili per certi versi più appetibile rispetto ad un tradizionale sistema in-circuit a letto ad aghi, ma gli utenti “coraggiosi”, o meglio lungimiranti, che hanno provato con soddisfazione gli ATE flying probe una decina d’anni fa, ne hanno progressivamente intuito le enormi potenzialità ed hanno cominciato a richiedere prestazioni sempre maggiori, spingendo i produttori di sistemi di test ad investire parecchio in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie di misura, di movimentazione meccanica e di software per arricchire i tester a sonde mobili con nuove funzioni. Questo enorme sforzo tecnologico ha prodotto risultati impensabili fino a qualche anno fa, trasformando letteralmente un ATE a sonde mobili da semplice tester MDA per la sola analisi di componenti passivi a vera e propria piattaforma di collaudo multifunzione, offrendo all’utente numerosi vantaggi in termini di velocità, affidabilità, tasso di copertura e costo dei collaudi.
Come spesso succede però quando un’apparecchiatura ha subito anni di evoluzioni, migliorìe, perfezionamenti e gode di una tecnologia matura, l’offerta delle sue varianti diventa talmente ampia ed articolata da renderne piuttosto complicata la scelta da parte dell’acquirente.
Coloro i quali oggi abbiano intenzione di dotarsi di un sistema di collaudo a sonde mobili, sono chiamati ad operare delle scelte strategiche non indifferenti e spesso non evidenti, corrispondenti soprattutto all’architettura del sistema e che dipendono però strettamente dalle esigenze di collaudo dell’utente medesimo.  Per scegliere l’architettura più adatta ai propri scopi, è opportuno conoscere con buona approssimazione che cosa e come si intende collaudare, ma spesso bastano un paio di idee chiare per orientare con profitto la scelta da compiere.

4 DIMENSIONI DI COLLAUDO Flying Probe

I sistemi Pilot4D trovano ovviamente applicazione nel collaudo di produzione di schede elettroniche di qualsiasi genere.

Prototipazione (NPI): quando il progetto della scheda non sia ancora ultimato e si renda necessaria una verifica del funzionamento dei prototipi, il Flying Probe risponde veloce e flessibile, senza la necessità di creare fixture o banchetti di collaudo dedicati.

Produzione: l’evoluzione degli algoritmi e delle strategie di collaudo presenti nella nuova release software VIVA 3.0 rendono il sistema a sonde mobili Seica sempre più veloce ed impiegabile nella fase di produzione. Diverse soluzioni di collaudo integrate, come la programmazione on board (OBP), ispezione ottica, analisi termica e possibilità di inserire test funzionali sulla scheda alimentata, permettono di riunire ed ottimizzare le differenti fasi produttive.

Riparazione: quando i classici collaudi ICT vengono ridotti o abbandonati per mancanza di accessibilità e la produzione si affida un collaudo funzionale finale, il Flying Probe può costituire un valido strumento di riparazione, capace di fornire una diagnostica mirata ed efficiente. A fronte di diversi difetti rilevati sulla scheda, algoritmi evoluti permettono di guidare il riparatore verso la causa di difetto più probabile, gestendo e razionalizzando quella che un tempo era l’esperienza del riparatore.

Reverse Engineering: la riparazione di schede provenienti dal campo può risultare difficile, soprattutto nei casi in cui la documentazione progettuale non sia più disponibile; sono pertanto possibili operazioni di reverse engineering, dalle quali si riescono a ricostruire layout e schemi elettrici delle schede.
In questo caso, i sistemi Pilot M4 e Pilot V8 sono i più adatti, avendo la possibilità di contattare la scheda da entrambi i lati. Per il reverse engineering di una scheda, infatti, è fondamentale poter accedere ad entrambi i lati della UUT, in modo da rilevare le connessioni tra i diversi layer.

Pilot line:

  • Pilot H4: 4 sonde ed handling manuale
  • Pilot L4: 4 sonde ed handling automatico •
  • Pilot M4: 2 sonde top + 2 sonde bottom; handling manuale
  • Pilot V8: 4 sonde top + 4 sonde bottom; handling automatico

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